Chiara Viarisio

C’è chi preferisce rinviare la cerimonia pur di sposarsi nella location dei sogni

Location matrimonio da sogno: rinviare la cerimonia pur della location perfetta

Maria Trinchero è una creativa, si occupa di allestimenti e soluzioni di design. Come si dice, «personalizza». Con l’esperta di banqueting e progettista di eventi Chiara Viarisio nell’aprile dello scorso anno ha creato un wedding planner in via Cavour, a Torino (www. wedding- chiara. it), contando come tanti altri su «un mercato in espansione».

Signora Trinchero, è vero che quello delle nozze è un business che non conosce crisi?
«Dire di sì, ma con due aspetti diversi. C’è la fascia «lusso», che va sempre benissimo,di chi spende senza problemi. E quella, che io chiamo «sogno», di chi, pur di fare bella figura, rimanda le nozze anche di un anno e intanto risparmia soldo su soldo in modo da avere a disposizione il budget necessario».

Le location di lusso, ville d’epoca e castelli, sono sold out. E la recessione?
«La festa di nozze è tornata ad essere uno status symbol. Chi non può spendere, come dicevo, fa sacrifici pur di sposarsi nella location dei sogni. Che rimane appunto la villa d’epoca, il castello».

Il modello Cenerentola non muore mai?
«E’ così. Le nozze tradizionali tornano di moda, sull’onda del successo di programmi tv sui canali tematici. Le riviste specializzate vendono molto, il fenomeno suscita grande interesse su tutti i media».

E i wedding planner si moltiplicano. In Piemonte sono 61. Non saranno troppi?
«In effetti c’è il rischio che l’ingresso sul mercato di dilettanti possa screditare la categoria. Ma sulla distanza, come in ogni settore, è il mercato stesso a fare una selezione naturale».

La parte più problematica del vostro lavoro è la scelta dell’abito della sposa?
«No, oggi le ragazze hanno le idee chiare, dopo la visita a tre o quattro atelier scelgono senza problemi. La parte più difficile per noi è offrire un budget che assicuri il miglior rapporto qualità/prezzo».

Nella regione quello dei matrimoni è considerato un prodotto turistico di nicchia. L’aspetto interessa anche voi?
«Certo. Si deve fare di più per rilanciare l’immagine turistica di Torino, anche promuovendo per le nozze location fantastiche come la Mole, Palazzo Madama, il Teatro Carignano. Non ci sono soltanto le langhe».